| " Un ritratto è qualcosa di inauditamente privato, un gesto coraggioso e complesso quando esso riguarda una terza persona e non meno audace anche quando è rivolto a se stessi. Vi è necessario conoscere il proprio soggetto fino ai recessi della sua intimità o, almeno, bisogna saperlo osservare fino al punto di osare di riprodurre quanto si è imparato a riconoscere. Bisogna imparare a vedere e a comprendere delle cose che talvolta neppure il soggetto conosce di se stesso. Bisogna saper riconoscere la "verità" in un volto, in un atteggiamento, in un gesto.
Lungo questo cammino, i quadri di Serena Nono sono, passo a passo, divenuti "ritratti". Dopo aver inizialmente posato lo sguardo sui lineamenti delicati di una schiena femminile, aver scoperto i primi sguardi fuggevoli di una donna, primi fra tutti quelli della pittrice stessa, l'interesse per la complessità della figura umana ha saputo crescere così genuino e così esclusivo fino a saper produrre vere figure umane.sullo sfondo.(
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E' questa una pittura del ricordo e della memoria, prodotta dal gesto instancabilmente ripetuto del tornare con lo sguardo e il pensiero sulla immagine di qualcosa (di qualcuno) che rischia di andare perduto, di scovarne e riconoscerne il senso orginario, di trasformare questa esperienza in una "figura" finalmente capace di resistere al tempo."
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Agnes Kohlmeyer da Ritratti, Settembre 2002
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