| [...] Anche qui le Oranti di Serena Nono rivelano la nuda verità della condizione umana aperta all'Altro trascendente e sovrano: in quanto l'attesa dell'Altro è contestazione radicale della vittoria della morte, essa è apertura al mistero assoluto, esperienza del grembo che avvolge l'esistere e lo custodisce più fortemente del silenzio dell'interruzione (e non sono molte delle forme delle Oranti movimenti di chi nel grembo materno gioca, lotta, riposa? Non sta qui la femminilità profonda di questa pittura?). Attratto dall'ultimo orizzonte, che lo rende pensante, l'essere umano sperimenta se stesso come "autotrascendenza", esodo verso il Mistero che avvolge ogni cosa, desiderio e ricerca dell'inafferrabile e dell'indefinibile abbraccio, non riducibile a una cattura indiscreta. Di questo orizzonte non si può disporre: verso di esso ci si può solo porre in attesa, in ascolto.
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