| "Ci sono nella sua pittura immagini che escono da un buio immenso, oltre ogni possibile comprensione umana e forse è impossibile capire se in quel preciso momento vi escano o non stiano invece affondandovi per sempre. E allora la pittura sarebbe il senso finale di un racconto, l'esito di un viaggio, la sua previsione prima che ogni cosa definitivamente sia. Non che questa pittura sia pittura per l'Apocalisse, ma ha in sé una carica di verità come raramente occorre di vedere nel nostro tempo confuso e macerato. Macerata anche la pittura, quel suo lasciarsi erodere da eventi atmosferici che subito diventano un fatto dell'anima, ne sono il colore dipinto, il colore steso, il colore rappreso. L'orizzonte non è altro che il corpo, l'increspata linea di confine, la pressione della realtà sullo spazio altrimenti vuoto."
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Marco Goldin, da Le mani e la notte, dal catalogo Figure, Lineadombra libri, 2000
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