Passione di Serena Nono
di Ermes Ronchi

 

Uomini vanno a Dio nella loro tribolazione

I cristiani stanno vicino a Dio nella sua sofferenza (Dietrich Bonhoeffer)

Questo nostro avvicinarsi alla passione di Cristo, che è sofferenza e ardore ambivalente, è con Serena Nono un percorso di luce. C’è la figura – è sempre difficile fare il volto di Cristo – ma non c’è il racconto completo.

Procede per scorci, tagli, omissioni. Io lo devo completare. Le mie mani lo accolgono quando è calato dalla croce. C’è il percorso della Croce del Venerdì santo ma insieme il percorso della luce.

Nel primo quadro è Gesù, all’alba,

con la luce chiara del mattino, a ricevere la croce.

Poi la luce si fa dorata, si fonde con la polvere del deserto di Palestina, luce densa quando anche la calura del meriggio si fa estenuante.

E dopo la crocifissione la luce è come ingoiata dal

grande buio che si stende su tutta la terra (Mc 15,33).

E nel sepolcro il bianco livido del corpo esangue è luce sepolta nel sepolcro. La terra nel grande sabato, è gravida di luce che esploderà il mattino di Pasqua.

I volti escono dal buio con intensità assorta, stupefatta. Una pausa di stupore negli occhi delle donne, una carezza dolcissima quella della Veronica, un intreccio d’amore lo sguardo di Madre e Figlio.

Nel frammento il tutto. L’infinito si abbrevia in una sillaba.

15 splendidi quadri nei quali Serena ci parla del suo Cristo e ci aiuta a riscoprire il nostro. Dietro un braccio, un lembo di spalla, un profilo viene il mio Signore ed io vado a lui nella sua sofferenza. Dietro un frammento di scura intensità c’è tutto un silenzio carico d’attesa, soglia per accedere ad altro.

Queste tele sono una finestra sull’ombra, sul dolore, sul perché del male, ma anche finestre aperte sulla luminosa luce che sorge all’orizzonte della speranza.

Perché il Verbo si è fatto carne. Un uomo racconta Dio. La carne racconta lo spirito.

Il patire di un Uomo racconta di un Dio appassionato.

 



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